Durante gli Istanbul Seminars, Can Cemgil, professore associato di Relazioni Internazionali all’Università Bilgi di Istanbul, ha tenuto un discorso sul fascino persistente del radicalismo islamico da al-Qaeda allo Stato Islamico. L’argomento principale del discorso di Cemgil è stato la persistenza del radicalismo all’interno del pensiero islamico e il dibattito conseguente sulla possibilità di combinare Islam e democrazia.

Non esiste un solo Islam, sia in un mondo teorico sia in uno pratico. Esistono due differenze tra il modo culturale e pratico di intendere l’Islam. Per questa ragione, la prospettiva storico-sociale costituiscono l’approccio migliore per discutere il puzzle problematico del radicalismo islamico. Il problema con questa religione sono le conseguenze non intenzionali del multiculturalismo a più livelli nel capire e praticare una religione. L’esistenza di un Islam multiplo porta a una riflessione sull’interazione dei musulmani con le altre istituzioni sociali.

Secondo Cemgil, il contesto sociale ha un’importanza fondamentale nell’alimentare e promuovere il radicalismo dei musulmani. Bisogna tenere conto di due contesti sociali. a) La regione MENA: la genesi delle istituzioni statali in ogni stato mediorientale è stata etichettata come un’eredità del colonialismo. Le misure oppressive applicate dagli stati coloniali occidentali sono rimaste nel background culturale delle società civili del Medio Oriente. Ciò ha portato a regimi politici peculiari, in sostanza modellati da élite autoritarie che hanno maggiore fiducia nel potere militare che nel prendere parte alla società civile. b) Le potenze occidentali: l’imperialismo occidentale e i sistemi ideologici, che i filosofi dell’Occidente hanno inventato in tempi più recenti, non sono riusciti a sovvertire il circolo vizioso del disimpegno politico tra leadership e società civile.

Inoltre ci sono stati altri fattori capaci di catalizzare ogni processo: le crisi economiche, l’assenza di valori democratici, l’aumento delle tensioni geopolitiche in scenari difficili. In conclusione, secondo Cemgil la radicalizzazione nella società occidentale non è guidata da una forma particolare di fede musulmana. La maggior parte delle volte loro non provengono dal Medio Oriente, né sono particolarmente religiosi. Loro hanno solo delle identità non integrate, persone stigmatizzate e con una storia personale terribile di perdite familiari e depressione. Infine l’unico modo per sconfiggere i gruppi terroristici come ISIS è di non intervenire negli scenari geopolitici complessi. Lanciare bombe e violenza è il peggior modo di combattere il terrorismo.