Durante gli Istanbul Seminars, Can Cemgil, professore di Relazioni Internazionali all’Università Bilgi di Istanbul, è intervenuto con una lezione sull’interpretazione della politica estera turca secondo un percorso storico evolutivo. Partendo da una cornice teorica basata sul paradigma delle relazioni internazionali – realismo, liberalismo, costruttivismo, materialismo storico – Cemgil ha spiegato che la sociologia storica internazionale può offrire un quadro comprensivo più ampio con il quale spiegare la politica estera turca. Ciò a causa degli assunti metodologici della sociologia storica, che consente agli studiosi di valutare i cambiamenti sociali nel loro divenire.

Cemgil è partito dal sistema di organizzazione territoriale dell’Impero Ottomano, dal 1299. Era un sistema complesso basato su tre pilastri fondamentali: 1) un sistema efficace di tassazione; 2) un controllo di lungo raggio; 3) espansione con inclusione sociale. Nel XVI secolo questa architettura istituzionale inizia a collassare a causa dell’erosione progressiva dei pilastri già menzionati. L’impossibilità di raccogliere tasse in alcune province e la conseguente incapacità per l’Impero di controllare le periferie ha portato a una nuova era geo-strategica chiamata Rentierismo Geopolitico.

Il Rentierismo Geopolitico può essere inteso come un’attitudine geopolitica di trattare con la politica estera costruendo alleanze ad hoc con i partner istituzionali potenzialmente migliori nell’assicurare sostegno a un paese in un momento specifico di incertezza politica. Cemgil ha sottolineato che questa attitudine è rimasta la stessa in tutte le stagioni politiche della Turchia: durante la Seconda Guerra Mondiale, nel periodo della Guerra Fredda (invasione di Cipro, sanzioni occidentali, aiuto dell’Unione Sovietica), nella politica estera dell’AKP e, infine, durante l’intera presidenza di Erdoğan. Un esempio di ciò è la decisione turca di acquistare sia il sistema missilistico cinese sia di partecipare alla coalizione NATO.

La prospettiva geopolitico-rentieristica è di importanza fondamentale per affrontare le principali questioni geopolitiche turche al giorno d’oggi. Ad esempio, la posizione nebulosa della Turchia nella guerra civile siriana. In conclusione, l’ambiguità della Turchia in politica estera non è un’attitudine nuova della presidenza di Erdoğan ma una strategia radicata in profondità che trova origine nella storia dell’Impero Ottomano.