Durante gli Istanbul Seminars 2016, Andreas Koller dell’Institute for Public Knowledge della New York University (NYC) ha presentato un intervento intitolato Regime Variation, Religion and the Public Sphere: The Macro-Spatial Formation of Institutionalized Uncertainty. Dopo un riepilogo teorico dei contributi più importanti sull’analisi degli spazi democratici, il suo discorso si è concentrato sul ruolo degli spazi macro e comunicativi nel passaggio da regimi autoritari a democratici.

Questo ragionamento porta alla necessità di riconsiderare il valore dell’inclusione nei macrospazi di attuazione democratica, perché le comunità e la sfera pubblica costituiscono le basi delle azioni quotidiane della società civile. Per esempio, durante i conflitti i macrospazi hanno un ruolo molto importante: possono sostenere il potere della nazione per implementarne la reattività. Ciò ha una conseguenza immediata nella vita quotidiana, soprattutto nei regimi ibridi e autoritari: questo processo porta inevitabilmente alla istituzionalizzazione dell’incertezza, perché non possiamo prevedere quali saranno i risultati di un conflitto sociale, dal punto di vista della comunità. Inoltre, in assenza di un regime politico basato sui mass-media, il macrospazio e la costruzione comunicativa della percezione di un’azione collettiva possono avere un ruolo centrale nel dare una direzione ai movimenti sociali. Come sottolineato da Koller, le sue basi metodologiche sono collegate al modo in cui Habermas intende lo spazio di comunicazione e azione.

In conclusione, la sfera pubblica e i macrospazi sono di importanza fondamentale nello sviluppo di un senso di inclusione della società civile all’interno della sfera pubblica. Questo problema è stato particolarmente evidente nel coordinare le proteste nel corso dei decenni: sia nel mondo arabo (Primavera Araba) sia nelle società occidentali. Dato che siamo parte di una società globale, il concetto di sfera pubblica potrebbe essere inteso come uno spazio comunitario transnazionale. Questo dà voce alle minoranze e serve a creare una sfera pubblica polarizzata intorno a singole questioni politiche, come le migrazioni e la sfera pubblica europea.