Intervista a George Ritzer: un nuovo ordine mondiale alla McDonald’s?

[:it]Mojtaba Mousavi ha intervistato George Ritzer, celebre sociologo autore di Il mondo alla McDonald’s (1993), rimasto fino a oggi uno dei saggi sociologici più penetranti e popolari di sempre. Nel suo libro Ritzer propone il suo concetto di McDonaldizzazione, di cui riprende da Max Weber le caratteristiche e le implicazioni nella società. La McDonaldizzazione è definita da Ritzer come il processo attraverso il quale le caratteristiche dei ristoranti fast food sono diventati dominanti praticamente ogni aspetto della nostra società.

McDonald’s e gli altri ristoranti fast food offrono un’alternativa ai pasti casalinghi ad alta intensità di lavoro, che sono stati attraenti per le famiglie impegnate fin dagli anni 1950. Due delle loro qualità più interessanti sono la comodità e la convenienza. Queste qualità e altri principi simili stanno diventando sempre più importanti in tutti gli aspetti della nostra società moderna. Il fondamento della McDonaldizzazione è il concetto di razionalizzazione di Max Weber, che è il processo di sostituzione del pensiero emotivo tradizionale con la ragione e l’efficienza. Weber ritiene che la maggior parte delle società nel corso della storia sono state regolate dalla tradizione e che la tendenza più significativa nella sociologia moderna è una crescente razionalizzazione di ogni parte della nostra vita quotidiana. Credeva anche che la razionalizzazione sarebbe continuata finché la nostra società non sarebbe diventata una gabbia di ferro, disumanizzante fino a un’estrema omologazione.

Allo stesso modo, Ritzer utilizza McDonald’s come metafora per l’eccessiva razionalizzazione delle società. La popolarità stessa del ristorante è un esempio perfetto di questa razionalizzazione, poiché i pasti tradizionali, cucinati in casa dalla famiglia, sono stati sostituiti con pasti pratici e convenienti. La razionalizzazione continua è arrivata in tutti i settori dell’industria del fast food, diventando sempre più uniforme e automatizzato. Mentre i commenti di George Ritzer descrivono lo stato della società americana, come gli effetti della McDonaldizzazione hanno influenzato il nostro mondo multiculturale e polarizzato? Siamo ancora esposti a questo fenomeno di iper-razionalità che Ritzer descrive nel suo libro?

Ritzer esamina la questione della McDonaldizzazione sia da un punto di vista politico-economica e simbolico del processo di razionalizzazione. “I sistemi alla McDonald’s hanno aspetti e implicazioni politiche ed economiche; sono realtà materiali che hanno effetti materiali. In un mondo multiculturale e polarizzato, non ci sarà resistenza ai sistemi alla McDonald’s creati nelle società e nelle culture dominanti. Tuttavia, per funzionare con successo nel mondo moderno tutti i sistemi devono avvicinarsi a McDonald’s in una certa misura (ad esempio l’uso di internet da parte dell’ISIS). Il mondo è ancora esposto a una crescente razionalizzazione (McDonaldizzazione) se non addirittura a un’iper-razionalizzazione.”

L’iper-razionalità è un concetto difficile da afferrare in quanto riguarda tutti gli aspetti della società: dalla società alla politica fino, naturalmente, all’economia. Ritzer definisce l’iper-razionalità moderna come un prodotto del nostro desiderio di razionalizzare sempre più il razionale.

“Nella nostra ricerca di una razionalità sempre maggiore, spingiamo il limite sempre più in là. Così facendo creiamo sistemi che sono più razionali che razionali: iper-razionali. Forse oggi il miglior esempio è l’intelligenza artificiale e la creazione di robot che sono in grado di pensare come esseri umani”, ha osservato in un commento esclusivo.

Mentre la società continua la sua ricerca di razionalizzazione, molti esperti hanno sostenuto, fra i quali Peter L. Berger nel 1996 in un articolo su National Interest, che gli effetti di questo fenomeno (che Ritzer ha coniato come McDonaldizzazione) hanno permesso per la creazione del fondamentalismo radicale – un reazione istintiva al processo di secolarizzazione che si è manifestato per la prima volta in Occidente. Secondo Ritzer, più che essere il prodotto di una società alla McDonald’s, il fondamentalismo espresso da Wahhabismo reagisce all’iper-razionalità. Egli ammette tuttavia che “il loro [i gruppi radicali] estremismo è l’esempio delle possibili conseguenze irrazionali della razionalizzazione”.

Se osserviamo la società occidentale si può riflettere sui legami che esistono tra le concezioni politiche e quelle culturali. È stato Jean Baudrillard, nel suo La società dei consumi, che ha definito il consumismo il momento in cui i bisogni sono rivolti più al valore che agli oggetti. Se prendiamo per vera questa definizione, cosa ci rivela questa teoria sulle politiche degli Stati Uniti e della società in generale?

Sulla questione Ritzer osserva: “Per Baudrillard, il consumo non riguarda i bisogni perché, se così fosse, ci saremmo fermati quando i nostri bisogni erano soddisfatti. Naturalmente continuiamo a consumare ben oltre quel punto. In generale le società capitaliste hanno bisogno di persone che consumano (il consumo è più importante della produzione nelle società a capitalismo avanzato). Sia il sistema culturale sia quello politico sostengono il consumo, anche se a volte in modi diversi e in diversa misura.”

È interessante notare che la società consumista per eccellenza, gli Stati Uniti, è conosciuta per alcuni dei suoi prodotti più che per i suoi successi industriali. Riferendosi al capitalismo americano come espressione e pilastro della forza degli Stati Uniti, Ritzer ha osservato divertito: “Beh, quello che rappresenta McDonald’s è un genere divertente di capitalismo perché dopotutto il capitalismo – il capitalismo americano – è stato rappresentato per generazioni dalla grande industria fumosa dell’acciaio e delle automobili … ma non è l’industria automobilistica che rappresenta l’America in tutto il mondo, ora lo sono McDonald’s, Disney e Coca Cola.”

Tuttavia, nonostante tutti i suoi difetti, il capitalismo ha mantenuto una forte attrazione. I teorici, come Robert Bocock, ritengono che “i cambiamenti in Europa orientale e nell’Unione Sovietica durante la fine degli anni ’80 siano in parte derivati dal fascino del capitalismo agli occhi dei molti che vivevano in queste società comuniste.” È possibile che gli Stati Uniti oggi intendano utilizzare un modello simile di “cambiamento” vis a vis con Cuba e l’Iran, e così facendo di assorbire entrambi con la sua razionalizzazione politica?”

George Ritzer non è molto convinto. Ritiene, invece, che sia il capitalismo e le sue promesse ad aver attratto le persone e le comunità, incoraggiando un certo orientamento politico. “Ha meno a che fare con le politiche degli Stati Uniti, che con l’attrazione delle persone verso il capitalismo, soprattutto nel settore dei consumi. Nel bene e nel male, molte persone in tutto il mondo (anche in Iran e a Cuba) vorrebbero essere in grado di consumare allo stesso modo, e allo stesso livello, degli americani”, ha sottolineato. “Sono critico di questo livello di consumo, se non altro perché non è ecologicamente sostenibile, ma è un modello irresistibile per milioni di persone in tutto il mondo”, ha concluso.[:en]Mojtaba Mousavi had the privilege to interview George Ritzer, a prominent sociologist authored The McDonaldization of Society (1993), a book which to this day has remained one of the most insightful and popular sociology books of all time. Throughout his book Ritzer articulates his concept of McDonaldization, which he drew from Max Weber, its characteristics and implications within society. McDonaldization is defined by Ritzer as the process by which principles of fast food restaurants have come to dominate virtually every aspect of society.

McDonald’s and other fast food restaurants offer an alternative to labor-intensive, home-cooked meals that have been attractive to busy families since the 1950s. Two of their most appealing qualities are convenience and affordability. These qualities and similar principles are becoming increasingly important in all aspects of our modern society. The building block of McDonaldization is Max Weber’s concept of rationalization, which is the process of replacing traditional and emotional thought with reason and efficiency. Weber believed that most societies throughout history were governed by tradition and that the most significant trend in modern sociology is an increasing rationalization of every part of our daily lives. He also believed that rationalization would continue until our society would become an iron cage, dehumanizing everyone and creating an extreme level of uniformity.

Likewise, Ritzer uses McDonald’s as a metaphor for the over-rationalization of society. The popularity of the restaurant itself is a perfect example of rationalization because traditional, home-cooked family meals have been replaced with meals of practicality and convenience. Continued rationalization has led to sectors beyond the fast food industry becoming increasingly uniform and automated. But while George Ritzer’s commentaries indeed portrayed the state of American society, how have the effects of McDonaldization influenced our multi-cultural and polarized world? And are we still exposed to this phenomenon of hyper-rationality that Ritzer describes in his book?

Mr Ritzer looks at the issue of McDonaldization from both a politico-economic and symbolic aspect of the process of rationalization. “McDonaldized systems have political and economic aspects and implications; they are material realities that have material effects. In a multi-cultural and polarized world, there will resistance to the McDonaldized systems created in the dominant societies and cultures. However, to function successfully in the modern world all systems must McDonaldized to some degree (e.g. ISIS’s use of the internet, encryption, etc.) … The world is still exposed to increasing rationalization (McDonaldization) and even hyper-rationalization.”

Hyper-rationality is a difficult concept to grasp since it affects all aspects of society: from the social to the political and of course the economic. Ritzer defines modern hyper-rationality as a product of our desire to ever more rationalize the rational.

“In our pursuit of ever-more rationality, we are always “pushing the envelope”, pushing the limits. In so doing we create systems that are more rational than rational: Hyper-rational. Perhaps the best example today is Artificial Intelligence and the creation of robots that may be able to outthink humans,” he noted in exclusive comments.

As society continues on its pursuit of rationalization, many experts have argued, among whom Peter L. Berger, in 1996 in a report of the National Interest that the effects of this phenomenon Ritzer coined as McDonaldization actually allowed for the creation of radical fundamentalism – a knee-jerk reaction to the secularization process which first manifested in the West. Ritzer postulates that rather than be the product of the McDonaldization of society, the fundamentalism expressed by Wahhabism stands in reaction to hyper-rationality. He concedes however that “their [radical groups] extremism are examples of some of the irrational consequences of rationalization”.

When looking at Western society one cannot help of course but ponder over the links which exist in between politics and cultural concepts. It was Jean Baudrillard in his Consumer Society, who defined consumerism as when the needs are more directed on values than the objects. If we accept this definition to be true what does such a theory reveal about US policies and Society altogether?

On the matter Ritzer notes the following: “To Baudrillard, consumption is not about needs because if it was, we would stop when our needs are met. Of course, we continue to consume well beyond that point. In general, capitalist societies need people to consume (consumption is more important than production in advanced capitalist societies). Both the cultural and political system support consumption, although sometimes in different ways and to varying degrees.”

A consumer society par excellence, the United States has interestingly been now better known for some of its products than its industrial achievements. Referring to US capitalism as the expression and pillar of America’s strength, Ritzer noted in amusement: “Well it’s a funny kind of capitalism that McDonald’s represents because after all capitalism – American capitalism – for generations was the symbol of the huge smoke-stack industry, steel and automobiles … but it is not the automobile industry that represents America around the world now it is McDonald’s and Disney and Coca Cola.”

For all its flaws however capitalism has retained a powerful gravitational pull. Theorists, such as Robert Bocock, believe that “the changes in Eastern Europe and the Soviet Union during the late 1980s partly derived from the attractions of capitalism in the eyes of many living in these former communist societies.” Could it be today that the US intends to use a similar pattern of “change” vis a vis both Cuba and Iran, and in doing so absorb both powers to its political rationalization?”

George Ritzer is not exactly convinced. He proposed instead that it is capitalism and the promises it offers which have attracted people and communities and encouraged thereof a certain political alignment. “It has less to do with US policies than the attractions of capitalism to people, especially in the realm of consumption. For better or worse, many throughout the world (including in Iran and Cuba) would like to be able to consume in the way, and at the level, that Americans consume,” he emphasized. “I am critical of that level of consumption if for no other reason than it is not ecologically sustainable, but it is an irresistible model to millions throughout the world,” he added.[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *