Perché Erdoğan guarda a Oriente: il possibile ingresso della Turchia nella SCO

[:it]Lo scorso novembre Erdoğan ha ipotizzato la possibilità che la Turchia prenda parte all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, in alternativa all’Unione Europea. La relazione tra Europa e Ankara non è nel suo momento migliore e alcuni analisti vedono la proposta di Erdoğan come un passo logico del suo spostamento verso Oriente, un processo che potrebbe portare la Turchia a uscire dalla NATO e aderire all’asse Mosca-Pechino. Altri analisti, al contrario, credono che la dichiarazione di Erdoğan sia un bluff per fare leva nei suoi negoziati con l’Unione Europea. In questa breve analisi valuteremo se si tratta di un rischio reale, solamente di un bluff oppure di qualcos’altro.

Né il governo né la stampa turca sembrano contenti dell’Unione EuropeaN. Dopo che il Parlamento Europeo ha deciso di fermare i negoziare con Ankara, il primo ministro turco Binali Yıldırım ha minacciato di aprire i confini e permettere a una “marea” di rifugiati di arrivare in Europa. I giornalisti turchi sembrano aver abbandonato l’idea dell’ingresso nell’UE e iniziano a dipingere l’Unione come un progetto fallito e irrilevante per la politica internazionale. Tuttavia la Turchia ha molto in gioco in Europa, soprattutto la possibilità di ottenere visti Schenghen per i suoi cittadini. Ankara potrebbe ridefinire la sua relazione con l’UE, ma tagliare tutti i legami è un’opzione improbabile, soprattutto perché la Turchia è il quinto maggiore partner commerciale d’Europa.

L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (nota con l’acronimo inglese SCO) include Russia, Cina e quattro repubbliche dell’Asia Centrale: Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan. Si sta espandendo e presto India e Pakistan diventeranno membri a pieno titolo. La Turchia è un “partner di dialogo” del Consiglio, che significa la condivisione degli obiettivi dell’organizzazione e il desiderio di cooperare con i suoi membri. Negli anni scorsi Cina e Russia si sono sfidate con progetti economici per l’Asia Centrale. La Russia ha provato a sviluppare un’Unione Economia Eurasiatica (UEE), mentre la Cina ha sostenuto la zona economica della Nuova Via della Seta. Di recente sembra emergere una qualche forma di intesa ed entrambe le potenze stanno cercando di armonizzare le proprie strategie economiche, secondo il Council on Foreign Relations.

Al momento l’Afghanistan è la preoccupazione principale dei membri attuali della SCO, poiché ha molti confini in comune con questi e sono stati effettuate alcune operazioni comuni contro il terrorismo e il traffico di droga per evitare un’ulteriore destabilizzazione dell’Asia Centrale. La SCO non ha ancora un esercito comune o un centro operativo militare e la NATO resta la garanzia principale del governo afgano. A confronto con l’UE, la SCO è un’organizzazione non operativa dove ogni membro porta avanti la sua agenda e diversi analisti dubitano che possa essere un’organizzazione internazionale a tutti gli effetti.

La SCO appare più accogliente verso Ankara che verso l’Unione Europea. Nonostante ciò, la Turchia è ancora un membro della NATO e si basa sulla sua competenza e sui finanziamenti per proteggere i suoi confini. Anche se la Turchia e la Russia hanno migliorato la loro relazione dalla scorsa estate, quando un pilota russo è stato abbattuto vicino al confine con la Siria, non si fidano ancora l’uno dell’altro. I loro obiettivi in Siria non sono compatibili, così come la cooperazione militare tra i due paesi sembra difficile nel prossimo futuro. Tuttavia, Erdoğan potrebbe voler esplorare opzioni differenti ora che l’Europa ha chiuso le sue porte, soprattutto dopo la tiepida reazione dell’Unione al fallito colpo di stato.

C’è anche un’ulteriore possibilità che non è stata ancora menzionata in molte analisi. Cosa succederebbe se, con l’adesione alla SCO, la Turchia stesse provando a realizzare un’organizzazione quasi-turca? Kazakistan, Uzbekistan e Kirghizistan sono repubbliche turche. Cina e Russia hanno importanti minoranze turche nel Turkestan Orientale, Altaj e Jacuzia. È vero che ci sono già alcune organizzazioni internazionali specificamente turche, così come la TÜRKSOY e il Consiglio Turco, ma sono strettamente culturali. La SCO ha una dimensione economica e militare ed ha anche il sostegno di due potenze continentali. Su una strategia di lungo termine, Erdoğan potrebbe usare il nazionalismo turco per ottenere influenza nell’organizzazione e dunque l’accesso ai mercati dell’Asia Centrale. Non ci sono molte prove di uno spostamento “panturchico” della diplomazia turca, anche se nelle ultime settimane la sua relazione con l’Uzbekistan si è surriscaldata.

Tutto sommato Ankara sembra aver perso tutte le speranze per l’adesione all’Unione Europea e sta provando a perseguire strategie alternative. Mentre il taglio di tutti i rapporti non sembra desiderabile per la Turchia, l’UE e milioni di turchi che vivono in Europa, Erdoğan vorrebbe essere visto come un giocatore più forte sul tavolo geopolitico. La SCO è una buona carta. Un’altra buona carta potrebbe essere il miglioramento delle sue relazioni con gli Stati Uniti ora che Trump è stato eletto. Erdoğan di recente ha difeso Trump dai suoi critici in Europa. L’UE, d’altra parte, affronta delle elezioni cruciali quest’anno che potrebbero destabilizzare e danneggiare seriamente il suo progetto comunitario.[:en]On last November, Erdoğan speculated with the possibility of Turkey joining the Shanghai Cooperation Organization, as an alternative to the European Union. The relationship between Europe and Ankara is not at its best moment, and some analysts see Erdoğan’s proposal as a logical step in its turn to the East, a process that could result in Turkey leaving NATO and joining the Moscow-Beijing axis. Some others, on the contrary, see Erdoğan’s statement as a bluff whose objective is to gain leverage in his negotiations with the European Union. In this brief analysis, we will assess if it is a real threat, a mere bluff, or something else.

Neither the Government nor the Turkish press seem happy with the European Union. After the European Parliament accorded to halt the negotiations with Ankara, Turkish PM Binali Yıldırım threatened with opening the borders and allowing a “flood” of refugees pass to Europe. Turkish journalists seem to have abandoned the idea of joining the EU, and start to depict the Union as a failed and irrelevant project for international politics. However, Turkey has much at stake in Europe, especially the possibility of attaining Schengen visas for its citizens. Ankara may try to redefine its relation with the EU, but cutting all ties is an unlikely option, especially since Turkey is Europe’s fifth-largest trade partner.

The SCO comprises Russia, China, and four central Asian republics: Kazakhstan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, and Tajikistan. It is expanding, and soon India and Pakistan will become full members. Turkey is a “dialogue partner” of the Council, which means it shares the goals of the organization and wishes to cooperate with its members. In the previous years, China and Russia had competing economic projects for Central Asia. Russia tried to develop the Eurasian Economic Union (EAEU), whereas China pushed the New Silk Road Economic Belt. Recently, some form of understanding seems to be emerging and both powers are seeking to harmonize their economic strategies, according to the Council on Foreign Relations.

At the moment, Afghanistan is the main concern of the current SCO members, since it has border with most of them, and some joint counterterrorist and anti-drug-trafficking operations have been carried out to prevent a further destabilization of Central Asia. Still, the SCO does not have a common army or military operations center, and NATO remains to be the main safeguard of the Afghan government. Compared with the EU, the SCO, is an inoperative organization where each member state pursues its own micro-agenda, and several analysts doubt whether it should be called an international organization at all.

The SCO seems more welcoming towards Ankara than the European Union. Nevertheless, Turkey is still a member of the NATO, and relies on its funding and military expertise to secure its border. Even though Turkey and Russia have improved their relationship since last summer, when a Russian fighter was taken down near the border with Syria, they still distrust each other. Their objectives in Syria are not compatible, so military cooperation between both countries seems unlikely in the short term. However, Erdoğan may want to explore different options now that Europe is closing its gates, especially after the mild reaction of the Union towards the failed coup.

There is an additional possibility that has not been mentioned in most analysis. What if, by joining the SCO, Turkey is trying to make an almost-Turkic organization? Kazakhstan, Uzbekistan, and Kyrgyzstan are Turkic republics. China and Russia have important Turkic minorities in East Turkestan, Altai or Yakutia. It is true that there are already some specifically Turkic international organizations, such as the modest TÜRKSOY and the Turkic Council, but these are strictly cultural. The SCO has an economic and military dimension, and it also has the support of two continental powers. In a long-term strategy, Erdoğan could use Turkic nationalism to gain influence within the organization, and therefore access all the Central Asian markets. There are not many evidences of a “pan-turanic” turn in Turkey’s diplomacy, although in the last weeks its relations with Uzbekistan have warmed.

All in all, Ankara seems to have lost all hopes of joining the European Union, and is trying to pursue alternative strategies. While cutting off all ties would not be desirable for Turkey, the EU or the millions of Turks who live in Europe, Erdoğan would like to be seen as a stronger player in the geopolitical game. The SCO is a good card. Another good one would be improving his relations with the USA now that Trump has been elected. Erdoğan has recently defended Trump from his critics in Europe. The EU, on the other hand, faces crucial elections in the coming year that could destabilize and seriously damage the communitarian project.[:]

3 commenti

  1. Certo che se Bruxelles pensasse che è un bluff, lì sarebbero afflitti da illusioni di grandezza.

  2. […] Centro studi islam contemporaneo Site, Perché Erdogan guarda a Oriente: il possibile ingresso della Turchia nella SCO: http://www.islamcontemporaneo.it/turchia-oriente-shanghai/ […]

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