Durante gli Istanbul Seminars, Mohd Eiadat e Patrick Weil hanno preso parte a una discussione dedicata al pensiero islamico in relazione alla sfera pubblica. Mohd Eiadat ha spiegato che il fondamentalismo islamico si fonda principalmente sulla sfera delle emozioni umane e della sfera pubblica, la quale è in grado di guidare sia la radicalizzazione che la de-radicalizzazione. Partendo dalle teorie di Michael Cook, Edaiat ha spiegato come seppure ogni tradizione del pensiero islamico sia in grado di aggiungere elementi di comprensione fondamentali nella vita islamica, solo una di esse rappresenta il modo migliore per alimentare l’innovazione della comunità islamica.

Esistono tre tradizioni. 1) Il Sufismo, per esempio, in grado di fornire all’Islam la dimensione meditativa nella vita quotidiana e di supportare la sfera pubblica. 2) Il nazionalismo religioso, fondato sulla shari’a, consente di formare i comportamenti umani e di guidare la direzione dell’identità. Questa dottrina previene due elementi: la rivisitazione della fede e la rivisitazione della storia. 3) Il modello etico fornisce ai musulmani due regole di base: comandare il giusto e prevenire l’errore. Apparentemente questo è un modello restrittivo, ma i suoi principi filosofici si pongono contro l’ingiustizia sociale e la diseguaglianza. Infatti, secondo Edaiat, il modello etico è il migliore grazie a cinque pilastri: a) universalismo; b) enfasi sulle minoranze; c) idea della scelta; d) sospensione del giudizio; e) dibattito sul divino. Infine Habermas, Taylor e Rawls possono offrire una via occidentale per capire l’Islam e un aiuto alla validazione del modello etico nelle società musulmane.

Patrick Weil ha presentato un discorso sulla revoca della cittadinanza e sul senso di Repubblica. Ci sono tre livelli nel processo di naturalizzazione: a) nascita in un paese; b) doppia cittadinanza; c) revoca della cittadinanza da parte di una nazione. La Francia ha promosso il primo esempio moderno di tolleranza attraverso la punizione di crimini contro l’umanità durante la Rivoluzione Francese. Nel XX secolo il dibattito sulla cittadinanza è iniziato negli Stati Uniti: è iniziato su un livello locale ma poi si è spostato su un piano politico. Ovviamente ci sono anche state forti discussioni sul processo opposto, ovvero la de-naturalizzazione. In breve, la Francia e gli Stati Uniti sono state le prime nazioni ad aver introdotto il concetto di cittadinanza duale e ad aver consentito alle corti giuridiche di bloccare il potere dell’esecutivo nel decretare la de-naturalizzazione delle persone. Questa procedura è stata modificata più volte nel XIX secolo, sia in modo virtuoso, sia in modo non virtuoso.

Infine, sia nel processo di integrazione europea sia nella fondazione della federazione americana, le nazioni hanno consentito alle istituzioni sovra-nazionali di indirizzare il dibattito sulla cittadinanza. Oggi si assiste a una reazione dei movimenti nazionalisti che sono entrati nei parlamenti occidentali. Dunque, secondo Weil, l’unico modo per rinforzare l’importanza della cittadinanza è quello di difendere i diritti costituzionali fondamentali.